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PERCHE’ AVERE UN FONDO PENSIONE

PERCHE’ AVERE UN FONDO PENSIONE

Nel corso di questo articolo ti spiegherò come mai è vantaggioso, sia per le aziende, sia per i singoli lavoratori, optare per il fondo pensione.

Perché avere un fondo pensione è conveniente sia alle aziende sia ai dipendenti: andremo a vedere separatamente quali sono i vantaggi fiscali del versare il TFR non in azienda ma in fondi pensione, oltre che ai vantaggi per ciò che riguarda il versamento di contributi volontari.

Ti spiegherò inoltre la differenza tra Fondi pensione Aperti e Chiusi, ed andremo a vedere singolarmente le diverse casistiche.

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Iniziamo…

CHE COS’E’ UN FONDO PENSIONE

Organismo di investimento collettivo del risparmio che raccoglie i contributi dei lavoratori e/o dei datori di lavoro e li investe in strumenti finanziari, allo scopo di erogare una prestazione pensionistica (rendita vitalizia o capitale) al termine della vita lavorativa del lavoratore.

Borsa Italiana

Sul mercato della previdenza complementare esistono quattro tipologie di fondi di pensione che si distinguono per la gestione e per la destinazione dei fondi, in base allo schema sottostante:

  • fondi di pensione chiusi;
  • fondi aperti;
  • PIP o piani individuali pensionistici

FONDO PENSIONE CHIUSO

Vediamo ora come dal sito Borsa Italiana viene definito il fondo pensione Chiuso:

I fondi pensione chiusi sono istituiti in virtù di un accordo collettivo o aziendale o di categoria oppure in virtù di un accordo tra lavoratori autonomi o tra liberi professionisti, promossi dalle rispettive associazioni di categoria. Ai fondi chiusi possono aderire unicamente coloro che esercitino un’attività di lavoro subordinato oppure di lavoro autonomo o di impresa e siano iscritti a una forma di previdenza di tipo obbligatorio. Mediante una convenzione la gestione del fondo viene poi delegata a una istituzione (banca, SIM, SGR, compagnia di assicurazione) che si occupa della gestione tecnica dei mezzi finanziari raccolti.

I fondi pensione chiusi o negoziali sono istituiti nell’ambito della contrattazione collettiva, nazionale o aziendale.

A questa tipologia appartengono anche i fondi pensione cosiddetti territoriali, istituiti cioè in base ad accordi tra rappresentanti di datori di lavoro e lavoratori appartenenti a un determinato territorio.

Alcuni settori hanno un fondo di categoria (es. metalmeccanici). Il lavoratore che vi aderisce beneficia anche del contributo del datore di lavoro.

FONDI PENSIONE APERTI

Sempre da Borsa Italiana, i fondi pensione aperti vengono definiti:

I fondi pensione aperti possono essere costituiti da enti gestori di previdenza obbligatoria, compagnie di assicurazione e società di gestione del risparmio, SIM, banche o imprese di investimento comunitarie, previa apposita autorizzazione rilasciata dalla Commissione di Vigilanza per i Fondi Pensione (COVIP). La COVIP è appositamente istituita per l’attività di vigilanza sui fondi pensione al fine di perseguire la corretta e trasparente amministrazione e gestione dei fondi per la funzionalità dei sistemi di previdenza complementare. Sui soggetti gestori rimangono invece i poteri di controllo esercitati dalle rispettive autorità di vigilanza. Ai fondi aperti possono aderire tutti coloro che, indipendentemente dalla posizione contributiva, intendano aderire a programmi di risparmio previdenziale di tipo individuale attraverso la creazione di appositi conti.

I fondi pensione aperti, sono quindi istituiti da banche, Compagnie di assicurazione, società di gestione del risparmio (SGR) e società di intermediazione mobiliare (SIM).

Possono raccogliere adesioni su base individuale e collettiva.

PIP O PIANI INDIVIDUALI PENSIONISTICI

I PIP sono forme pensionistiche complementari istituite dalle Compagnie assicurative. I PIP possono raccogliere adesioni solo su base individuale.

COME FUNZIONA UN FONDO PENSIONE

Il fondo pensione funziona con la capitalizzazione: i contributi versati vengono destinati ad un conto individuale intestato all’aderente, su cui vengono sommati anche i rendimenti ottenuti nel corso degli anni.

Chi sottoscrive il fondo può scegliere tra diverse linee di investimento o comparto, a seconda del proprio profilo di rischio e dell’orizzonte temporale a disposizione, in quanto c’è differenza tra aderire ad un fondo a 20 anni piuttosto che a 50.

I comparti vengono classificati come segue, con profilo di rischio crescente: monetari, che investono, ad esempio in obbligazioni e titoli di Stato a breve termine; obbligazionari, pure e miste. Le miste investono principalmente in obbligazioni ma non in via esclusiva; bilanciati, in generale investono per la metà in azioni e per l’altra metà in obbligazioni; azionari.

Come abbiamo visto, chi aderisce ad un fondo pensione di categoria ottiene, oltre al proprio, anche il contributo del datore di lavoro.

Ricordiamo che il datore di lavoro può versare contributi anche nei PIP (Piani Individuali Pensionistici) e nei fondi pensione aperti.

Generali Assicurazione

Nel caso dei dipendenti del settore privato, poi, è prevista anche l’adesione tacita per il conferimento del TFR nel Fondo pensione della propria categoria.

È un meccanismo che scatta tramite il silenzio assenso nel caso in cui il lavoratore, dopo 6 mesi dall’assunzione, non scelga in che modo destinare il TFR, tra le due opzioni:mantenerlo in azienda;destinarlo alla previdenza complementare.

Questo per quanto riguarda i neoassunti.

Occorre precisare che il lavoratore può, in qualsiasi momento, decidere di aderire al fondo pensione, compilando il relativo modulo e avviando i versamenti. In quest’ultimo caso il TFR maturato fino al momento del passaggio al fondo pensione resta in azienda, mentre gli accantonamenti successivi vanno alla previdenza complementare.

VANTAGGI FISCALI

Chi aderisce ad un fondo pensione, ottiene una serie di vantaggi fiscali, in vigore dal 1° gennaio 2007, rispetto ad altre forme di investimento:

  • fase di contribuzione. I contributi versati possono essere dedotti in dichiarazione dei redditi, con un tetto massimo annuo pari a 5.164,57 euro;
  • fase di gestione. I rendimenti maturati nel corso della gestione del conto individuale, subiscono un prelievo fiscale di favore con aliquota al 12,5% sui rendimenti da Titoli di Stato, e al 20% sui rendimenti da altri impieghi (azioni, obbligazioni ecc.). L’imposizione minima applicata a tutte le altre tipologie di rendimenti finanziari è al 26%;

  • fase di prestazione. Rendita o capitale ricevuti al termine della vita lavorativa, sono tassati con un’aliquota del 15%, che si riduce dello 0,30% all’anno, per ogni anno di permanenza nel Fondo pensione oltre il quindicesimo, fino ad un’aliquota minima del 9%.

VANTAGGI FISCALI PER LE AZIENDE

  • RIDUZIONE DEL COSTO DEL LAVORO grazie all’esonero dal versamento del contributo dello 0.2% della retribuzione del dipendente dal Fondo di Garanzia INPS
  • ESONERO DALLA RIVALUTAZIONE OBBLIGATORIA DEL TFR il datore di lavoro deve accantorare il TFR dei propri dipendenti in base ad una rivalutazione annua dell’ 1.5% più il 75% dell’indice annuale ISTAT dei prezzi al consumo
  • DEDUZIONE FISCALE per un importo pari al 6% (per le imprese fino a 49 dipendenti) o al 4% (oltre 49 dipendenti) del TFR versato alla Previdenza Complementare
  • ABBATTIMENTO DEGLI ONERI IMPROPRI: il datore di lavoro sarà esonerato dal versamento dei contributi sociali sulle quote di TFR maturando conferito al PIP. L’esonero si applica riducendo i contributi dovuti per assegni familiari, maternità e disoccupazione e avverrà secondo aliquote crescenti.

I VANTAGGI PER IL DIPENDENTE

  • Il denaro viene sempre investito a nome del cliente e, pertanto, non sussiste rischio di impresa. Al contrario invece, se venisse investito in Azienda, questo verrebbe investito a nome del datore di lavoro, e perciò, in caso di fallimento, il denaro verrebbe liquidato in base alla normativa vigente ( verrebbero garantite solo le ultime 3 annualità)
  • Al momento della liquidazione viene applicata al dipendente una tassazione più favorevole con una percentuale che va dal 9% al 15%, anziché la tassazione Irpef, che parte da un minimo del 23% e aumenta all’aumentare del reddito.
  • Sono possibili le anticipazioni solo dopo 8 anni di adesione al fondo con anticipi pari al 75% per acquisto o ristrutturazione prima casa per sé o per i propri figli, per spese sanitarie (tassate al 15%); 30% per qualsiasi altro motivo. Anche in questo caso la tassazione è fissa al 23% (tranne spese sanitarie che vengono tassate al 15%). Per le somme invece lasciate in azienda l’importo anticipabile è solo per il 70%, dopo 8 anni, per abitazione principale e spese sanitarie con la tassazione irpef (min 23% max 43%).
  • Se si è optato per il versamento anche del TFR aziendale, anziché sottostare alla tassazione irpef, l’importo viene tassato in modo agevolato con aliquote che vanno da un min. 9% a un max 15%, in funzione degli anni di adesione.

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Di MARTINA SARTORI

Sono Martina Sartori e oggi sono una libera professionista in ambito aziendale e assicurativo. Mi occupo di aiutare gli imprenditori ad ottenere risultati migliori, con un'attenzione particolare alle persone presenti in azienda.

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